
Cosa distingue una strega da un semplice praticante di magia popolare? E cosa da un pagano?
Entrambi i mondi hanno punti in comune con la stregoneria: La strega ha un culto basato sull’adorazione di divinità/spiriti e della natura e spesso si ritrova a praticare magia popolare nella sua quotidianità. Il punto fondamentale che distingue una strega da qualunque altro individuo è però il suo contatto con l’Altro Mondo.
Probabilmente alcuni lettori saranno confusi credendo che la stregoneria sia solo una pratica, non un culto. Ebbene non è del tutto sbagliato. Loro parlano della così detta “stregoneria operativa” (in contrasto con quella rituale, della quale parleremo noi), maggiormente praticata al giorno d’oggi. Essa è semplicemente magia popolare basata su rimanenze pagane.
La stregoneria però, sopratutto originalmente, era (ed è) molto altro ancora e per comprendere a pieno cosa voglia dire praticare la stregoneria bisogna tornare un po’ indietro nel tempo.
La stregoneria nasce in un contesto socio-culturale ben preciso e in Europa, ovvero quando la religione cristiana stava ormai cancellando il paganesimo imponendosi sullo stesso. La stregoneria nasce proprio da quella fetta di popolazione ancora legata alle tradizioni pagane che però si ritrovavano isolate come minoranza.
In un primo momento queste pratiche, nate spontaneamente e diffuse per tutta Europa, non solo differivano di regione in regione e in paese in paese ma non erano così riconosciute dalla società e venivano quasi ritenute sciocchezze.
“Né bisogna dimenticare che certe donne depravate, le quali si sono volte a Satana e si sono lasciate sviare da illusioni e seduzioni diaboliche, credono e affermano di cavalcare la notte certune bestie al seguito di Diana, dea dei pagani (o di Erodiade), e di una innumerevole moltitudine di donne; di attraversare larghi spazi di terre grazie al silenzio della notte profonda e di ubbidire ai suoi ordini come a loro signora e di essere chiamate certe notti al suo servizio. Ma volesse il cielo che soltanto costoro fossero perite nella loro falsa credenza e non avessero trascinato parecchi altri nella perdizione dell’anima. Moltissimi, infatti, si sono lasciati illudere da questi inganni e credono che tutto ciò sia vero, e in tal modo si allontanano dalla vera fede e cadono nell’errore dei pagani, credendo che vi siano altri dèi o divinità oltre all’unico Dio.”
(tratto dal Canon Episcopi 906 e.v. )
Come si può leggere da questo estratto queste risposte al cristianesimo non venivano viste come pericolose e nemmeno reali. Successivamente però la paura e l’isteria portarono alla persecuzione di queste persone e alla demonizzazione delle loro pratiche. I cortei notturni (così come la caccia selvaggia) dedicata agli Dei (non più ritenuti tali ma Spiriti Maggiori) divennero sinistri raduni organizzati da devoti di Satana.
Così nacquero le streghe e il loro Sabba.
Tutte le divinità pagane, selvagge, vennero ritenute diaboliche. Lo stesso Diavolo, figura che nel folclore europeo sembra quasi un essere a sé rispetto al biblico Satana, eredita caratteristiche comuni alle divinità pagane, sia nelle fattezze che nel ruolo.
La stregoneria, il sabba e il Diavolo non erano altro che il paganesimo medievale, i cortei in spirito (o in sogno) e gli Spiriti Maggiori ma filtrati dagli occhi dei cristiani/puritani. I particolari cambiavano di regione in regione anche solo in Italia, nonostante la Chiesa avesse costruito un immaginario comunque molto preciso e inesatto.
Con la paura e la persecuzione però la stregoneria non venne cancellata ma diffusa per effetto Streisand. E molte altre persone per emulazione ricrearono le stesse dinamiche portate avanti dai racconti intimidatori cristiani. Il corteo in spirito e in sogno divenne effettivamente un raduno fisico simile al sabba e alcune streghe si affidarono davvero al nome “Diavolo” come Spirito da venerare. Egli però spesso veniva visto comunque al fianco di altri tipi di Spiriti come il Re e la Regina delle Fate.
Insomma la strega non era semplicemente una persona pagana che praticava magia, né tantomeno un praticante di magia senza culto.
La strega basava la propria spiritualità sul contatto con gli Spiriti e sullo stringere accordi con essi, renderli “familiari“.
A questo proposito ci sarebbe da fare un approfondimento sui Famigli e la loro importanza nella stregoneria poiché senza famigli una strega si troverebbe indifesa davanti alla moltitudine di spiriti dell’altro mondo poiché sì, una strega deve poter uscire in spirito fuori dal suo corpo per comunicare col modo dello spirito, che sia tramite viaggio astrale, trance, in somniis e chi più ne ha più ne metta. Senza questa sua peculiarità la strega è semplicemente una “pagana laica”.
La strega quindi è colei che vive con un piede in questo mondo e un piede nell’Altro, colei che non domina la Natura come i maghi cerimoniali e nè ci collabora come la Gente Astuta o altri praticanti di magia (popolare o moderna che sia). La Strega entra a fare parte di quel Corteo di Spiriti di cui abbiamo parlato prima. La Strega viene scelta dagli Spiriti e chiamata da essi.
A questo proposito vi lascio un breve estratto di un vecchio articolo di Sarah Lawless:
“Che cos’è una strega senza un’orda di famigli? Cos’è una strega senza la conoscenza e l’esperienza dell’aldilà? Cos’è una strega che non ha mai cambiato forma? Cos’è una strega che non può raggiungere l’estasi? Cos’è una strega che non può volare? Alcuni direbbero che non è affatto una strega.”
In conclusione, l’essere strega significa in primis abbracciare un sistema di credenze ben definito sia nello spazio sia nel tempo e, in secondo luogo, adottare un’altra visione del mondo, mettersi in gioco in prima persona nella propria spiritualità, essere attratti dagli spiriti ed essere disposti a farne parte.
Ps. Ovviamente sulla sua storia o comunque sulla Stregoneria in se ci sarebbe molto altro da dire ma questa voleva essere solo una breve introduzione.