
Premetto che questo articolo (come penso tutti quelli che vedrete sul questo blog) è da prendere come un’introduzione all’argomento. Non come una guida e nemmeno come una fonte diretta da cui attingere. Ho pensato di parlarne perché è il metodo di divinazione con il quale mi trovo meglio e al quale sono più legato.
La tasseomanzia (quindi la lettura delle foglie di tè) si diffuse in Europa nel 17⁰ secolo con l’introduzione di questa pianta dalla Cina. Il concetto dietro questa tecnica di divinazione non è però nato in questo periodo. Basti pensare ai Romani che osservavano i fondi nei calici di vino per predire il futuro oppure all’antica ceromanzia, la lettura delle forme acquisite dalla cera bollente versata nell’acqua, o ancora alla caffeomanzia, la più simile delle tecniche elencate. La ceromanzia l’ho utilizzata alcune volte, alla fine di qualche rituale, utilizzando la cera della candela principalmente coinvolta per controllare l’operato.
La tasseomanzia, però, ho iniziato ad utilizzarla relativamente da poco tempo, dopo tanti anni di curiosità. Ero in un negozio di tè e tisane della mia città e decisi di comprare le foglie di tè nero cinese (le più indicate per questo tipo di pratica), ovviamente sfuso. Comprai anche una tazza adatta (bianca e tondeggiante, con le pareti a semicerchio) e purificai e consacrai entrambe le cose a questa pratica.
Vi devo dire la verità, non mi aspettavo granché, soprattutto nei primi tentativi, eppure sin dalla prima seduta ho avuto risposte chiare e sopratutto forme davvero precise e particolari. Personalmente uso la tasseomanzia solo per domande sul mio sentiero spirituale, quando ho dei dubbi, quindi non la uso spesso ma solo quando ne ho strettamente bisogno.
Non ho trovato un vero e proprio rituale tradizionale da seguire quindi ne ho creato uno mio personale:
Una volta entrato nello stato mentale giusto inizio a mettere l’acqua sul fuoco. Nel frattempo che bolle purifico l’ambiente circostante bruciando delle erbe, in particolare mi piace usare l’alloro per il suo collegamento con la divinazione. Dopo prendo il tè e lo metto nella tazza e lo carico pensando già alla domanda che dovrò porre. Una volta raggiunto il bollore verso l’acqua bollente nella tazza e durante tutto il tempo di infusione continuo a pensare alla mia domanda. Una volta pronto inzio a bere a piccoli sorsi sempre tenendo a mente il mio scopo. Vi consiglio di filtrare con i denti il tè per non ingoiare le foglioline che potrebbero avvicinarsi alla bocca. Una volta raggiunta la fine (miraccomando a lasciare un minimo di liquido per permettere il movimento delle foglie da te!!!) capovolgo velocemente la tazza sul piattino e la giro per tre volte ripetendo la domanda tre volte ad alta voce. Poi do tre colpi sulla tazzina e la giro.
Io sono dell’idea che molte delle forme che vi appariranno dovrebbero essere interpretate secondo le vostre sensazioni. Una stessa forma potrebbe avere un significato particolare per me e uno completamente diverso per qualcun’altro. Cambia a seconda del proprio vissuto e della propria cultura. Su internet però si trovano spesso delle tabelle che potreste consultare, che io però non uso e non consiglio.
Nonostante possa sembrare più impegnativa di una semplice lettura di tarocchi, vi consiglio di provarla almeno una volta! Magari di sera, durante una luna nuova, per riflettere su dei nodi apparsi sul vostro sentiero. Lasciatevi trasportare dall’aroma del tè e godetevi il momento… lasciate che siano le risposte a venire da voi!
Qui sotto riporto qualche seduta!


